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Manifesto di Cuorelongevo

Questo blog è un viaggio alla ricerca della salute ottimale intesa come condizione di benessere psicofisico. Il raggiungimento di questo obiettivo è più semplice quando ci si arma di buona volontà e apertura mentale. Personalmente ritengo che la Medicina Integrata risponda alla necessità, sempre più manifestata dai pazienti, di considerare la persona una complessa unità che va oltre la semplice associazione dei singoli organi ma realizza una globalità integrata.

Questa esigenza è dettata anche dagli stessi medici, sempre più disillusi nei confronti di una professione che avevano scelto come missione o vocazione. Purtroppo invece l’assistenza sanitaria nel campo della prevenzione e delle malattie croniche è diventata una corsa contro il tempo (la durata media di una visita ambulatoriale è di 20 minuti) dove la burocrazia si è sostituita alla scienza.

“Chi non ha tempo per la salute troverà tempo per la malattia”

Con la definizione “Medicina Integrata” si intende una metodologia che considera l’essere umano nella sua totalità e si approccia ad un disturbo tenendo conto della continua coordinazione e dei rapporti che sussistono tra i vari apparati. La Medicina Integrata presta attenzione a tutti gli aspetti di una persona e affronta l’intera gamma di dinamiche fisiche, emotive, sociali e ambientali che influiscono sulla salute. Questo approccio è altamente personalizzato e per questo include le condizioni, i bisogni e le circostanze di ognuno. Questo “modo di fare medicina” è in forte contrapposizione con il modello più diffuso ai giorni nostri, fondato sul presupposto che tutte le malattie sono originate da un’alterazione biologica. Invece sappiamo che il benessere psicologico influenza profondamente quello fisico e viceversa. Questo concetto allargato di salute dipende anche da tanti altri fattori difficilmente indagabili con esami di laboratorio e non correggibili con farmaci: le relazioni personali, le emozioni e la capacità di bilanciare in modo equilibrato lavoro e vita privata. Nessun medico dopo sei anni trascorsi sui libri è capace di ricercare in maniera approfondita queste potenziali fonti di disagio. La formazione universitaria, infatti, porta a ricercare una causa da rimuovere senza integrare le nozioni essenziali dell’anatomia e della fisiologia con i principi, altrettanto essenziali, che regolano le dinamiche dell’unità psiche-soma.

I presupposti di questo nuovo modo di fare medicina sono:

  • Visione della malattia come fenomeno causato da una pluralità di fattori
  • Valore della relazione tra medico e paziente che stringono un patto di cura basato sull’empatia
  • Ruolo centrale delle modificazioni dello stile di vita
  • Rapporto corpo-mente

Il grande paleontologo Stephen Jay Gould affermava che l’evoluzione non procede in maniera lenta e stabile ma alterna lunghi periodi statici a piccoli intervalli fatti di cambiamenti rapidi, improvvisi e significativi. L’ambiente medico si è trasformato negli ultimi cinquant’anni con l'incremento dell’aspettativa di vita e la comparsa delle cosiddette “malattie dell'abbondanza”.

Se l’evoluzione si definisce con l’adattamento all’ambiente circostante, ritengo che oggigiorno la medicina sia pronta per questa crescita.

"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta."

Richard Buckminster Fuller

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