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In un mondo ideale non avremmo bisogno di integratori perché una dieta equilibrata basterebbe ad apportare minerali, vitamine ed acidi grassi nella quantità desiderata. Purtroppo però le proprietà del suolo sono cambiate e apportano sempre meno nutrienti per la crescita delle piante. La contaminazione ambientale ormai arriva sulla nostra tavola e tutto quello che dobbiamo fare è mantenere in salute il sistema immunitario e gli organi emuntori per eliminare prontamente le sostanze tossiche prima che si accumulino. In questo contesto ritengo la supplementazione di qualità un modo per limitare i danni in un mondo che cerca continuamente di aggredirci o di farci aggredire dall’interno.


L’aglio è una pianta erbacea perenne e rappresenta uno dei rimedi più antichi e diffusi della medicina popolare. Il suo utilizzo viene raccomandato frequentemente anche nel Papiro di Ebers, il più antico testo medico che ci sia pervenuto, risalente al 1500 a.c. D’altronde gli Egizi sono stati i più grandi consumatori di aglio nella storia ed attribuivano delle proprietà divine a questa pianta. Nell'Antica Grecia invece era un dopante naturale: gli atleti consumavano grandi quantità per migliorare la performance sportiva.


Come è successo per il colesterolo e per il sole, anche il sale ha guadagnato una brutta reputazione negli ultimi anni. Tale giudizio è figlio di studi epidemiologici che dimostrerebbero gli effetti negativi di questo nutriente fondamentale. Il risultato è che tra le raccomandazioni nutrizionali più acclamate troviamo quella relativa alla riduzione del consumo di sale al fine di ridurre il rischio di ipertensione e di malattie cardiovascolari. Nonostante questo, i Giapponesi - i più grossi consumatori di sale al mondo - continuano ad essere tra i popoli più longevi.