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  • Questo blog è un viaggio alla ricerca della salute ottimale intesa come condizione di benessere psicofisico. Il raggiungimento di questo obiettivo è più semplice quando ci si arma di buona volontà e apertura mentale. Personalmente ritengo che la Medicina Integrata risponda alla necessità, sempre più manifestata dai pazienti, di considerare la persona una complessa unità che va oltre la semplice associazione dei singoli organi ma realizza una globalità integrata.

  • Prevenire lo sviluppo delle malattie del cuore è il mio obiettivo principale ma quando questo non è possibile cerco di individuare le condizioni pericolose quando si trovano allo stadio iniziale. Oltre ai fattori di rischio, tradizionali e non, ci sono una serie di indizi che un medico non dovrebbe sottovalutare.

  • In molti casi è semplice decidere se un paziente necessita di un farmaco per ridurre i livelli di colesterolo. Non ho dubbi e prescrivo una statina se il paziente ha una cardiopatia già documentata, se il paziente è diabetico ad alto rischio o in caso di predisposizione genetica ad avere una elevata concentrazione di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia familiare). Queste sono le condizioni in cui l’approccio farmacologico rappresenta lo stato dell’arte e non solo perché riduce i valori fino a far scomparire l’asterisco dai vostri esami di laboratorio.

  • L’ipertensione arteriosa aumenta il rischio di morte per infarto miocardico ed ictus. Partendo da 120/80 mmHg questa probabilità raddoppia per ogni aumento di 20 mmHg della pressione sistolica e di 10 mmHg della pressione diastolica. Se non trattato, questo disturbo diventa un killer silenzioso per la sua capacità di danneggiare il cuore e i vasi in maniera costante e progressiva, talvolta senza dare sintomi.

  • Un semplice numero che dà accesso a molte informazioni sulla salute. Il numero di battiti che il cuore compie in un minuto per anni è stato appannaggio solo dei medici o dei preparatori atletici. La recente diffusione di dispositivi biometrici indossabili (wearables) capaci di misurare i battiti in ogni momento ha contribuito alla diffusione di una nuova tendenza. Al giorno d'oggi moltissime persone conoscono i loro trend diurni e notturni e monitorano con efficacia questo dato. 

  • Camminare è la forma più sottovalutata di movimento fisico e merita di essere inserita come integrazione di un’ampia varietà di esercizi. Questa attività non solo apporta benefici all’apparato cardiorespiratorio ma è capace di migliorare il tono dell’umore e ridurre il rischio di infortuni.

  • L'HRR (heart rate recovery) indica la velocità con cui si riduce la frequenza cardiaca dopo uno sforzo intenso. Durante l’attività fisica il cuore aumenta significativamente i battiti grazie alla stimolazione della branca simpatica del sistema nervoso autonomo. Invece al termine dell’esercizio il graduale ripristino della frequenza cardiaca (FC) è dovuto alla riattivazione del sistema nervoso parasimpatico mediato dal nervo vago.

  • Ho inserito nel titolo una domanda apparentemente retorica, considerando che tutti respiriamo fin dalla nascita. In realtà poche persone riescono a respirare in maniera efficace per l’organismo.

  • L’ipertensione arteriosa è un problema che interessa un italiano su tre. Si tratta di un killer silenzioso per la sua capacità di danneggiare il cuore e i vasi in maniera costante e progressiva, talvolta senza dare sintomi. Le recenti scoperte sulla relazione tra sonno e pressione alta sono la conseguenza della maggiore attenzione che negli ultimi anni è stata dedicata alla scienza del riposo notturno. In particolare, uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension ha dimostrato come la qualità del sonno incida sui valori pressori.

  • Le recenti innovazioni tecnologiche ci permettono di diagnosticare in autonomia aritmie potenzialmente letali e di tenere sotto controlle le reazioni dell’attività cardiaca dopo eventi stressanti osforzi intensiIl prossimo obiettivo dichiarato è la diagnosi dell’infarto miocardico, killer numero 1 nel mondo occidentale.